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Istituzione del premio e storia

ASSOCIAZIONE CULTURALE "IL FRENTANO D'ORO"

CHE COSA È IL FRENTANO D’ORO
E’ un premio istituito nel 1998 che viene assegnato annualmente ad una persona ancora in vita nata nella Frentania che si è resa benemerita in ambito nazionale ed internazionale nel campo delle scienze, della cultura, dell’arte, della economia e delle professioni dando lustro alla sua terra d’origine.

L’intento è quello di attestare con un riconoscimento tangibile l'attività delle persone che onorano la Frentania nei valori più nobili ed elevati dal punto di vista intellettuale, morale, professionale artistico e filantropico.

L'Associazione inoltre dal 2008 ha esteso il programma delle sue attività, promuovendo nel territorio frentano lo sviluppo e la tutela della cultura, riconoscendo in essa un fondamento essenziale della società civile a cui poter abbinare la ricerca storica, quella economica, la valorizzazione delle culture locali, promuovendo la istituzione di "riconoscimenti alla memoria", con il fine di documentare e far conoscere ai giovani i meriti di persone illustri del passato, che hanno onorato la terra frentana.

ELEMENTO STORICO
Il suo significato autentico affonda nella storia secolare della gente frentana. Pagina quarantuno, capitolo terzo, del Tomo I "Scoverte Patrie, di città distrutte, di altre antichità nella regione frentana" di uno storico geniale e rigoroso del Regno di Napoli, l'abate Domenico Romanelli. Il volume, che si può trovare anche presso la Biblioteca Comunale "Raffaele Liberatore" di Lanciano, è stato stampato a Napoli nel 1805.

Scrive Romanelli: “Erano assai prodighi i nostri Frentani e nel dispensar premi e nell’accordare onori ad uomini meritevoli, o mentre vivevano o dopo la morte, per accendere il genio ed animare alle nobili imprese”. Insomma, le persone che si distinguevano in attività elevate e di particolare interesse, ottenevano quelle che il Romanelli chiama “ricompense pubbliche”, e in questo modo si voleva anche spingere i più giovani verso le “nobili imprese”. Sembra di leggere proprio le motivazioni che sono alla base del premio “Il Frenano d’Oro”.

Sottolinea il giornalista Mario Giancristofaro, "Non sappiano se il dinamico organizzatore del Premio Ennio De Benedictis, si sia ispirato proprio alla citazione del Romanelli per istituire il "Frentano d'Oro" certo è che la manifestazione ne ricalca gli ideali più genuini e significativi.
Potrebbe sembrare esagerato scomodare la storia e lo storico Domenico Romanelli per un Premio, sia pure prestigioso come "II Frentano d'Oro", ma se si prova a scorrere l'Albo d'Oro del Premio e si riflette sulle personalità che, negli anni, sono state premiate, non si ha difficoltà a convenire come davvero il "Frentano d'Oro" possa accostarsi e ricondursi a quelle "ricompense pubbliche" di cui parla il Romanelli".

PERCHÉ
Ha un senso ancora oggi, quando il cosiddetto "villaggio globale" infrange sempre più ogni tipo di frontiera, ripiegarsi a considerare i luoghi ristretti della propria appartenenza originaria? Sì, non solo ha un senso, ma è più necessario che mai. È una considerazione, che prescinde da ogni pretesa sociologica. Piuttosto è una sensazione, un sentimento avvertito in modo prorompente proprio mentre tutto intorno le nuove tecnologie riducono gli spazi, annullano le distanze e tutti dovremmo sentirci cittadini del mondo.

Più che un Premio, è una testimonianza, un riconoscimento verso quanti, per le più svariate ragioni della vita, si sono allontanati dai luoghi della loro infanzia e della loro giovinezza, ma che della propria terra hanno sempre conservato gelosamente i ricordi più autentici, quelli che toccano e segnano per sempre. Non è facile affermarsi, "farsi strada", lontano dalla propria terra, perché il "villaggio globale", se da una parte punta alla uniformità, dall'altra tende, comunque, a respingere chi arriva dalla "periferia".

Molti figli della Frentania sono riusciti a superare ogni ostacolo e a raggiungere alte vette nei vari campi della cultura, delle scienze e delle professioni. Andrebbero premiati tutti per il prestigio che, di riflesso, danno ai luoghi della loro origine.

"Je suis du pays de mon enfance" rispondeva a chi gli chiedeva di dove fosse il celebre scrittore francese Antoine de Saint-Exupery, a significare che l'unica patria in cui si riconosceva erano i luoghi della sua infanzia, dove primariamente aveva succhiato la linfa che poi gli avrebbe dato la forza e la capacità di spiccare il volo come "cittadino del mondo".