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11 Settembre 1999
Marcello De Cecco
Economista
 

 
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MOTIVAZIONE: Marcello De Cecco, economista insigne, ha portato nello studio dei problemi economici del mondo contemporaneo, in particolare quelli legati ai fenomeni monetari, i valori del passato e dell'indipendenza di giudizio propri della Sua terra. Studioso conosciuto in tutto il mondo, con una vasta attività pubblicistica non ha mai cessato di divulgare l'economia ai più e di sviluppare la coscienza della società civile. Come economista ha studiato i fenomeni di instabilità e i sistemi contemporanei e in particolare quelli legati alla moneta e ai circuiti finanziari; come storico ha evidenziato la forte continuità nel tempo dei fenomeni economici, in una stretta connessione con l'evoluzione dell’analisi teorica; come giornalista ha contribuito a sviluppare una coscienza civile dei problemi del mondo contemporaneo, divenendo un ascoltato opinion maker.
 
CURRICULUM: Marcello de Cecco, nato nel 1939, laureato in Legge a Parma e in Economia a Cambridge, è professore ordinario di Storia della Moneta e della Finanza alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Dal 1986 al 2003 è stato professore di economia monetaria all’Università di Roma “La Sapienza”. E’ stato in precedenza professore di economia all’Istituto Universitario Europeo di Fiesole (1979-86) e all Università di Siena(dal 1968 come incaricato, dal 1975 come prof. di prima fascia). E’ stato “professorial Fellow” al St.Antony’s College di Oxford e al Royal Institute of International Affairs di Londra.Ha tenuto la cattedra “A.Giannini” nella Facoltà di Economia dell”Università di California a Berkeley. E’ stato fellow dell’Institute for Advanced Study di Princeton, del Center for International Affairs e del Center for European Studies della Università di Harvard. Nel 1994 è stato “visiting scholar” al Fondo Monetario Internazionale di Washington e “guest lecturer” al seminario congiunto Harvard-MIT .Nel 1999-2000 è stato Fellow del Wissenschafts Kolleg zu Berlin.
E’ stato anche visiting professor alla London School of Economics , nell’ università di Edimburgo e alla Ecole Nationale d’ Administration di Parigi.
Dal 1978 al 1983 ha fatto parte della Deputazione Amministratrice e del Comitato Esecutivo del Monte dei Paschi di Siena. Dal 1980 al 1983 ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione della Italian International Bank di Londra. E’ stato anche membro del Consiglio di Amministrazione del Crediop e della Banca Nazionale del Lavoro. Ha fatto parte del Consiglio Scientifico dell’ ISPE e dell’ ISCO ed è membro di quello della “Ricerche e Studi” di Mediobanca.
Dal 1997 al 2001 ha fatto parte del Consiglio Economico della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Fa parte del Consiglio di amministrazione dell’Istituto della Enciclopedia Italiana “Ernesto Treccani” e del Consiglio di amministrazione della Fondazione Valla. E’ presidente del Consiglio scientifico dell’ Ente L. Einaudi per gli Studi Monetari bancari e finanziari.
 
ECONOMISTA E STORICO.
Un economista che citi Gino Luzzatto accanto ad Adam Smith e a David Ricordo (v. Moneta e impero, Einaudi 1979) mette subito a proprio agio non soltanto lo storico economico, ma il lettore in generale. È questo il caso di Marcello De Cecco, uno studioso il cui approccio scientifico, non è mai tecnicistico, bensì culturale in senso pieno. Questo perché De Cecco è, insieme economista e storico, sempre attento a contestualizzare l'analisi dei fatti monetari e finanziari in rapporto al clima sociale e politico del periodo. Ad esempio, la trasformazione del sistema monetario internazionale tra Otto e Novecento — un tema che gli è congeniale — è messa in relazione con il passaggio da una fase politica di pace a un'altra di segno diverso, caratterizzata dall'attesa della guerra. Esaminare le prospettive del sistema, prescindendo dalle crescenti tensioni del periodo prebellico è per De Cecco "operazione affascinante, ma totalmente ascientifica, perché richiede l'isolamento della politica monetaria internazionale dal contesto della politica internazionale, di cui essa è parte importante e inseparabile". Altro aspetto importante del suo stile è quello di mettere in rapporto il passato con il presente, non per ricavarne improbabili lezioni o tanto meno per strumentalizzare la storia a fini contingenti, bensì per meglio comprendere l'uno alla luce dell'altro. Gli studi di Marcello De Cecco si incentrano sulla moneta e sulla finanza in età contemporanea, ma non possiamo non riconoscergli un'attitudine ad affrontare le stesse tematiche nel più ampio arco temporale. Insomma, l'economia di Marcello De Cecco è veramente una scienza sociale, proprio in quanto rifugge da formalismi astratti e si applica, nella migliore tradizione del pensiero economico allo studio dei rapporti tra uomini, non tra cose, con la sua straordinaria capacità di unire teoria e pratica, economia e storia, scienza e cultura.

Prof. Massimo Costantini



LA STORIA DEL PENSIERO ECONOMICO
NELL'OPERA DI MARCELLO DE CECCO.
Se si vuol dare una rappresentazione completa del profilo e del lavoro intellettuale di Marcello De Cecco, non si possono omettere gli apporti alla storia del pensiero economico, apporti che datano dall'inizio del suo itinerario scientifico. Risale al 1969 un primo approfondimento di Marcello De Cecco sul contributo di Dmitriev alla teoria del valore ed è del 1977 un fortunato saggio su Keynes, rimasto legato alla definizione dell'economista inglese come "Thè Lasi of thè Romans". E ancora al pensiero keynesiano egli ha dedicato studi negli anni successivi, approfondendolo in particolare in rapporto all'economia italiana. Tra gli economisti italiani, ritorna negli scritti di De Cecco l'attenzione per Luigi Einaudi e più in generale per quegli studiosi che, nell'età del sistema aureo, hanno affrontato temi di politica monetaria e di commercio internazionale.
Ma al di là degli scritti espressamente dedicati al pensiero di economisti del passato, in tutta l'opera di Marcello De Cecco si coglie una forte attenzione alla dimensione dell'evoluzione nel tempo dell'analisi economica e al suo costante rapporto con il mondo circostante. In altre parole, presente e passato, elaborazione teorica e osservazione della realtà costituiscono elementi inscindibili nel processo di analisi di questo economista. Nel concludere un saggio di una decina d'anni fa sull'influenza esercitata dagli Stati nelle relazioni finanziarie estere nell'ultimo secolo, inserito in una raccolta di scritti curata da Augusto Graziani sul dollaro e l'economia italiana, De Cecco immaginava Lord Keynes che dall'aldilà guardava divertito le "affannate giravolte" che nell'arco di pochi decenni avevano segnato più volte il passaggio dall'internazionalismo al transnazionalismo. Ecco, il ruolo della storia del pensiero economico per Marcello De Cecco sembra essere appunto questo, la capacità di guardare dall'alto i problemi che la teoria e la storia economica affrontano, con la consapevolezza del divenire —e talora del ripetersi — dei fatti e delle idee.

Prof. Gaetano Sabatini


EDIZIONE 1999: alla cerimonia hanno partecipato in veste di relatori il prof. Luigi Spaventa, già Presidente della CONSOB ed il giornalista Paolo Gambescia.
 
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